Ci sono delle novità legate al delitto di Garlasco e ad Andrea Sempio: un audio sull’impronta 33 e “l’ammissione” del diretto interessato.
Nelle scorse ore sono arrivate dichiarazioni esplosive in merito al delitto di Garlasco e ad un hard disk di Andrea Sempio dal contenuto “spaventoso”. Ora, proprio Sempio, indagato per l’omicidio Chiara Poggi, è tornato sotto la lente di ingrandimento per un audio nel quale sembra ammettere che la famosa impronta 33 sia sua. A sottolineare tutto è stato il Settimanale Giallo facendo riferimento ad un contenuto pubblicato anche dal canale ‘Racconti di Cronaca’ con Angela Corica.

Delitto di Garlasco: l’importanza dell’impronta 33
Potrebbero esserci elementi decisivi venuti a galla sul delitto di Garlasco nei confronti di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio Chiara Poggi. A parlarne su Giallo e sui social è stata Albina Perri, direttore appunto del Settimanale. L’accento è stato posto su alcuni contenuti appartenuti a Sempio che conterrebbero materiale controverso con “sangue e sevizie” come si legge sulla prima pagina di Giallo condivisa anche sui social proprio dalla Perri.
Ma il punto cruciale della vicenda è, invece, quella che sembra una confessione o comunque un’ammissione relativa all’impronta 33, trovata sulla parete destra delle scale interne della villetta di Garlasco dove è stato rinvenuto il corpo di Chiara Poggi. “È mia”, si legge su Giallo.
Andrea Sempio: l’audio sull’impronta
Su Giallo viene fatto riferimento ad un audio di una intercettazione di Sempio dove, appunto, l’indagato ha fatto riferimento alle varie impronte trovate nella villetta Poggi dove, appunto, sarebbe stata trovata la numero 33. L’intercettazione in questione è stata pubblicata dal canale ‘Racconti di Cronaca’ con Angela Corica che ha spiegato come Sempio non dia particolare importanza al fatto che sia stata trovata quell’impronta ma comunque se ne attribuisce la “paternità”.
Va precisato che proprio il tema dell’impronta 33 sia da anni uno dei più delicati. La linea della difesa ha sempre contestato la solidità dell’attribuzione e ha parlato di un’impronta frammentaria, di scarsa qualità e non sufficiente per una certezza scientifica.